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Fuoriuscita di acque contaminate da elementi radioattivi, per ora segnalate «senza impatto sull’ambiente», sono state registrate in un impianto della Areva a Romans-sur-Isere, nel dipartimento della Drome, nel sud-est della Francia. Lo ha reso noto venerdì l’Autorithy francese per la sicurezza nucleare, cioè Autorité de sûreté nucléaire (Asn) sostenendo che la perdita è avvenuta in seguito alla rottura di una canalizzazione. È il secondo incidente in pochi giorni nelle centrali nucleari francesi, dopo lo sversamento di 74 chili di uranio dall’impianto di Tricastin nel cuore della Provenza segnalato l’8 luglio scorso. Allora dal sito sono fuoriusciti 30 metri cubi di acqua con 12 grammi di uranio per litro finiti nei fiumi Gaffière e Azon, affluenti del Rodano. Un inquinamento enorme, come ha certificato l’Istituto di radioprotezione e sicurezza francese con rilevamenti nelle falde acquifere e nei pozzi della zona che segnalano la presenza di 64 microgrammi per litro quando l’Oms per definire un’acqua potabile ne ammette 15 microgrammi per litro. Il nuovo incidente, oltre alle ricadute sull’ambiente ancora da verificare, pone il problema della sicurezza nelle 58 centrali nucleari francesi, molte delle quali costruite alcuni decenni fa. Non si placano le polemiche infatti attorno alla centrale nucleare di Tricastin, la seconda più grande di Francia dopo quella di Le Hague. Sull’impianto e sulle società che lo gestiscono, Socatri e Areva Nc (entrambe filiali del colosso energetico Areva), da giorni piovono critiche da associazioni ambientaliste e autorità di vigilanza.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77254

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