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La traiettoria di un missile convenzionale e di un Topol M (tratteggiata)La Russia ha annunciato il lancio sperimentale di un missile balistico intercontinentale «capace di perforare qualsiasi tipo di difesa». Si tratta di una nuova versione del missile RS-12M Topol, un vettore con una gittata di 10mila chilometri già in servizio nelle forze strategiche russe. Il test di lancio si è svolto dalla base di Plesetsk, non lontano da Mosca, e ha colpito con successo l’obiettivo collocato in Kamchatka. «Sperimentale» ma «con testate ad alta precisione», hanno fatto sapere dal comando russo. Il lancio odierno rappresenta una nuova «prova di forza» di Mosca che sembra così voler rispondere all’installazione di missili antimissili statunitensi in Polonia e Repubblica Ceca. Un provvedimento che i Russi sostengono alterare gravemente l’equilibrio strategico tra Russia e Occidente. Il missile Topol, di cui esiste sia una versione mobile che una fissa lanciabile da silos corazzati, può trasportare un carico militare pesante fino a 1,2 tonnellate. Ma la particolarità del Topol, e di quest’ultima versione in particolare, è la grande manovrabilità della testata che segue una rotta imprevedibile per sfuggire ai sistemi anti-missilistici. In particolare, la testata, denominata Igla, è dotata di sistemi di propulsione autonomi che vengono azionati in maniera casuale modificando in continuazione la traiettoria, rendendo così impossibile ai computer dei sistemi di intercettazione di prevedere Lo scorso maggio, per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, sulla Piazza Rossa di Mosca sono sfilati dei missili balistici e nell’ottobre 2007 l’allora presidente Putin annunciò un vasto piano di rinnovo dell’arsenale militare russo, gravemente indebolito dalla crisi economica degli ultimi anni.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78453

Silvio Berlusconi fa marcia indietro. Le intercettazioni non saranno regolate per decreto: il provvedimento del governo resterà con molta probabilità un disegno di legge. La decisione non è stata ancora ufficializzata, ma fonti della maggioranza spiegano che è questo l’orientamento del premier al termine di una giornata segnata dall’incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il motivo, sottolineano le stesse fonti, è principalmente temporale: se il Consiglio dei ministri licenziasse il decreto venerdì 4 luglio, «non ci sarebbero i tempi per i passaggi alla Camera e al Senato e sarebbe impossibile approvarlo entro settembre». Messaggio che Silvio Berlusconi si è sentito ripetere almeno un paio di volte. La prima, a pranzo, da Gianfranco Fini. Berlusconi è arrivato alla Camera insieme a Gianni Letta, con l’obiettivo di incassare il via libera del leader di An al decreto sulle intercettazioni. Il presidente della Camera, a quanto si apprende, avrebbe spiegato al premier le difficoltà di inserire un altro decreto nella già fitta agenda di Montecitorio. «Non ci sono i tempi», avrebbe spiegato fini al Cavaliere, le Camere hanno già molto lavoro da fare e inserire un altro decreto in questo momento potrebbe avere l’effetto di «avvelenire» ulteriormente il confronto tra maggioranza e opposizione. Un timore che più tardi, nel pomeriggio, è diventato realtà quando il presidente della Camera si è visto recapitare la dura lettera in cui Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini chiedono a Fini il rispetto delle prerogative parlamentari e, in particolare, dell’opposizione.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76809