C’ era anche il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, il 18 giugno scorso, nel «luogo riservato non indicato per motivi di sicurezza» dove s’è svolto l’interrogatorio di Gaspare Spatuzza nel quale per la prima volta (almeno stando ai verbali trasmessi a Palermo) il pentito ha fatto i nomi di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.
Il pentito racconta di quando nel 2002 Filippo Graviano, nel carcere di Tolmezzo, gli confidò che «se non arriva niente da dove deve arrivare», cioè un intervento di parte politica in favore dei detenuti di mafia, sarebbe stato il caso di cominciare a parlare coi magistrati.
E nell’incontro del 3 settembre tra i magistrati e Filippo Graviano, incentrato proprio sul colloquio di Tolmezzo con Spatuzza di cui Graviano nega il contenuto, il pubblico ministero Alessandro Crini espone con grande schiettezza la posizione della Procura di Firenze: «Con lei si parla bene, un italiano consapevole, queste cose le capisce al volo…
Graviano – il boss che in prigione sostiene esami di Economia e commercio con risultati lusinghieri, e che ha già dichiarato di essersi dissociato dal suo passato, senza però parlare di Cosa Nostra – risponde che lui non dice bugie; semmai non dice.
Fonte:
http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_29/pm-domande-spatuzza-berlusconi-bianconi_c286a9a4-dcbf-11de-8223-00144f02aabc.shtml